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La disciplina della firma digitale

La «firma digitale» è un software, cioè un programma informatico che permette al suo titolare di firmare dei documenti informatici (files) ed, in questo modo, attribuire ad essi valore legale di manifestazione di volontà proveniente dal titolare stesso come se vi avesse apposto una firma autografa, garantendo così la provenienza e l'integrità del documento da eventuali manomissioni.

Il processo informatico di apposizione e di riconoscimento della firma digitale si basa sulla tecnica della c.d. «crittografia asimmetrica». La crittografia è una scrittura cifrata, che si può decifrare solo se si conosce la chiave, cioè il metodo di decifrazione.

Per quanto riguarda l'attività dei certificatori delle firme elettroniche stabiliti in Italia o in un altro Stato membro dell'Unione Europea, l'art. 24 del D.Lgs. n. 82/2005 stabilisce che essa è libera e non necessita di autorizzazione preventiva.

Per quanto riguarda il valore giuridico della firma digitale apposta ad un documento informatico, l'art. 6, comma 1, del D.Lgs. n. 10/2002 (che sostituì l'art. 10 del D.P.R. n. 445/2000, intitolato «Forma ed efficacia del documento informatico», ...

Esaminiamo due importanti casi di utilizzo o, meglio, di applicazione obbligatoria della firma digitale su altrettante tipologie di documenti informatici ed i relativi effetti giuridici.

Il secondo caso di applicazione obbligatoria della firma digitale è quello della disciplina della documentazione informatica utilizzata per la tenuta delle scritture contabili.

A cura di Gianfranco Visconti - Consulente di Direzione aziendale - Lecce
Fonte: Pmi - Ipsoa Editore, n. 6, Giugno 2009